Acerbi il guerriero

Acerbi

Un giorno sei bello e giovane, spensierato, giochi in serie A e vai come un treno, ti senti indistruttibile.

Poi all’improvviso ti senti invece il più debole, inerme, quasi inutile. Depresso.

È la forte storia di Francesco Acerbi, attualmente difensore della Lazio classe 1988, passato per tanti club italiani (Chievo, Sassuolo e Milan su tutte), prima di trovare la sua dimensione in biancoceleste. Una storia carica di emozioni la sua, che per ben due volte lo ha visto combattere con quello stronzo del cancro.

“Paura che la malattia torni? Ho smesso di avere paura sei anni fa. Sa, ci pensavo proprio in questi giorni. ‘Ace’, mi dicevo, ‘che fai se quella roba ritorna?’ Mi sono risposto che la affronterò di nuovo”.

Così come affronta ormai le partite da quando ha dovuto combattere  la malattia. Sempre con il coltello tra i denti, con una personalità e una consapevolezza superiore alla media. 

“Vedo le cose ben chiare davanti a me e so che da un giorno all’altro potrebbe cambiare tutto. Quando è tornata la seconda volta sono entrato in un mondo parallelo, più vicino di quanto immaginassi. Non lo abbandoni più, un mondo pieno di dolore ma di coraggio.
Potrà sembrarle un paradosso terribile, ma il cancro mi ha come salvato.
Dopo la morte di papà sono precipitato e ho toccato il fondo. Mi sono messo a bere e, mi creda, bevevo di tutto. Mi stavo lasciando andare completamente…”.

Poi è arrivata la malattia. 

“Sono riaffiorate immagini che avevo completamente dimenticato. Avevo di nuovo qualcosa contro cui lottare, un limite da oltrepassare. Credo che la malattia mi abbia addirittura migliorato, cancellando rimorsi e rimpianti. Sono diventato un osservatore del paesaggio che sta attorno a me, ho eliminato il superfluo, le persone negative, ma anche le illusioni. È stato come se fossi tornato a vivere una seconda volta…” . 

Dirà l’arcigno difensore di Vizzolo Predabissi in un’emozionante intervista a la Repubblica.

Dopo aver capito gli errori di gioventù, Acerbi è maturato sotto tutti gli aspetti, diventando uno dei difensori più forti del campionato, raggiungendo anche la maglia della nazionale, dove ormai viene convocato in maniera continua.

Una storia “umana”, piena di picchi toccati e cadute terribili.
Una storia piena di dignità, sincerità, coraggio.

Una storia piena di vita.

Grazie per la lezione Ace.

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Founder di Romanzo Calcistico. Appassionato di calcio, scrittura, film e carbonara. Il calcio è molto di più...
http://www.romanzocalcistico.org

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