Dani Jarque, siempre con nosotros

Dani Jarque

Un storia straziante, una storia che nessuno vorrebbe mai sentire, figuriamoci vivere in prima persona.

E’ ciò che ha dovuto vivere Marie, la fidanzata di Dani Jarque, all’epoca al settimo mese di gravidanza.

8 Agosto 2009. L’Espanyol è in ritiro a Coverciano e lui è nella sua stanza a parlare al telefono con la sua compagna, come ogni giorno dopo l’allenamento.
Stanno parlando dei progetti futuri, della bimba in arrivo, dell’imminente ritorno in patria del difensore dopo la “tournée italiana”.
Ma all’improvviso dalla cornetta della stanza del centro federale inizia un silenzio tanto inaspettato quanto terrificante.
La moglie non avendo più risposte decide preoccupata di chiamare i dirigenti della squadra che corrono subito in camera a controllare.
Ma non c’è purtroppo più niente da fare.

Dani Jarque, capitano e bandiera dell’Espanyol, muore così a 26 anni per una asistolia.

A meno di due anni di distanza dalla morte di Antonio Puerta, il calcio spagnolo è sconvolto nuovamente.

Straziante il ricordo di Mauricio Pochettino. “Dopo pranzo dissi ai miei giocatori che potevano andare a dormire in camera. Dopodiché avevo concesso loro di farsi un giro a Firenze. Mentre parlavo, Dani Jarque si avvicinò al dottore della squadra e gli chiese di dargli un medicinale contro il mal di testa. Io sentendo la sua richiesta sono intervenuto, consigliandogli di uscire a Firenze e prendersi un caffè. Ma lui ha insistito dicendomi che non voleva, perché era stanco e aveva voglia di riposare. Quelle furono le ultime parole che sentii da lui” racconterà il tecnico argentino, allora allenatore dei Blanquiazules, nella sua autobiografia “Un nuovo mondo”.

Da quel giorno nello stadio dell’Espanyol, al minuto 21, numero di maglia di Dani, ad ogni incontro casalingo sono tutti in piedi in ricordo del loro talento, del loro capitano, del loro amico.
Amico Dani lo era anche di Andrés Iniesta: coetanei e compagni nelle nazionali giovanili, la loro era un’amicizia vera pur indossando le maglie di due club “nemici” come Espanyol e Barcellona.
E undici mesi dopo, quando toccherà l’apice della sua straordinaria carriera con il gol più importante della storia della nazionale spagnola, quello che regalerà la vittoria in finale contro l’Olanda ai supplementari e il primo storico mondiale alla Roja, Don Andrés non si scorderà di lui, di chi probabilmente sarebbe stato al suo fianco quel giorno.
La corsa emozionata con su la maglietta con la scritta “Dani Jarque siempre con nosotros” mostrata al mondo intero.

Il messaggio era chiaro: giocatori, uomini, amici così, qualsiasi cosa succeda, non devono essere dimenticati.

Mai.

 

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Gigi Potacqui
Founder di Romanzo Calcistico. Appassionato di calcio, scrittura, film e carbonara. Il calcio è molto di più...
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