Julio Cesar, l’Acchiappasogni

Secondo studi di esperti in materia, sembra che siano non meno di mille i sogni fatti in un anno da una persona adulta, e che quasi tutti vengano poi dimenticati. Non si ha però un numero esatto di quanti siano quelli che vengono fatti a occhi aperti da ognuno di noi nel corso della nostra vita.

Ma vi è la certezza che per gli interisti, uno di quei sogni ad occhi aperti fatti nella propria vita, se lo ricordano bene, anche perché qualcuno si è prodigato ad “afferrarlo” per tutti loro.

28 aprile 2010, Estadio Camp Nou, Barcellona – Inter, ritorno della semifinale di Champions League.

Gli uomini di Pep Guardiola e tutti gli aficionados blaugrana credono nella “remuntada”: dopo il 3-1 nerazzurro dell’andata, ‘basterebbe’ un 2-0 per accedere alla finalissima di Madrid.

Siamo sullo 0-0, L’Inter è in difficoltà, ma nonostante l’inferiorità numerica dal 28’ per l’espulsione di Thiago Motta si difende bene, bloccando sul nascere quasi tutte le offensive di Leo Messi e compagni.
Quasi.

Perché ad un certo punto la ‘pulce’ ha un sussulto e decide di fare il ‘Messi’: ricevuta palla al limite dell’area si accentra per calciare a botta sicura dopo aver saltato gli argentini Javier Zanetti e Walter Samuel in velocità. Il tiro è un cioccolatino, destinato a infilarsi all’angolino. Sia l’argentino che l’intero stadio sembrano già esultare.

Ma non avevano fatto i conti con le lunghe ‘dita’ fatate di Julione, che si allunga magicamente e fa il miracolo. In quel momento, con quell’avversario: più di un gol, più di tutto.

Sarà l’unica giocata del match del ‘diez di Rosario’, forse stordito da quel prodigio del rivale brasiliano.
Il Barcellona segna solo un gol e l’Inter riesce nella memorabile impresa.

Il resto è storia.

Grazie anche e soprattutto a lui, Julio Cesar Soares Espindola, la leggenda dell’ “Acchiappasogni”.

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Gigi Potacqui
Founder di Romanzo Calcistico. Appassionato di calcio, scrittura, film e carbonara. Il calcio è molto di più...
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