Marcio Amoroso, il bomber di cristallo

La storia di un bomber fragile, discontinuo, ma a tratti imprendibile.

 

E poi mentre sfogli l’album delle figurine, riaffiora il romantico ricordo di un brasiliano passato per la serie A a fine anni novanta, di cui in molti ci innamorammo: Marcio Amoroso.

Approda ad Udine nel 1996 e nel suo primo anno italiano segna la bellezza di 12 gol da esterno. Nell’Udinese dei miracoli della stagione successiva, completa il tridente delle meraviglie con Paolo Poggi e Oliver Bierhoff, nell’incredibile cavalcata del team di mister Alberto Zaccheroni, che chiuderà terzo in campionato.

Purtroppo a 2 mesi dalla conclusione del campionato, il ginocchio cede, costringendolo a saltare il mondiale del 1998 con il Brasile.

La stagione ’98-’99, quella della vittoria in rimonta del Milan del suo ex tecnico Zac e dei suoi ex compagni di squadra Helveg e Bierhoff per intenderci, farà faville: con 22 centri si laurea capocannoniere davanti a nientemeno che Gabriel Omar Batistuta e in estate vincerà la Copa America da protagonista (4 gol per lui) dove formerà un fenomenale tridente con Rivaldo e Ronaldo.

Tante squadre rimangono stregate dalle sue giocate e dai suoi numeri ma è Callisto Tanzi ad avere la meglio. Il patron emiliano stravedeva per lui, portandolo a Parma.

Ma la sua permanenza in Emilia sarà tormentata dagli infiniti infortuni che lo hanno perseguitato per tutta la carriera, e così dopo appena due anni, passa ai tedeschi del Borussia Dortmund.

Lì, supportato dalle magie di Tomas Rosicky e dalla potenza di Jan Koller, torna ai suoi livelli segnando a raffica (26 gol), portando il Borussia a vincere il titolo tedesco e, con una favolosa tripletta al Milan, in finale di Coppa Uefa, persa poi contro gli olandesi del Feyenoord. 

 

Ma sono ancora i malanni fisici a caratterizzare la carriera del “bomber di cristallo”: dopo due stagioni dove gioca poco e niente, fa ritorno in Brasile.

 

Sembra la fine per un trentaduenne perseguitato dagli infortuni ma al Sao Paulo torna protagonista, segnando 20 gol in 28 presenze, trascinando il club paulista a vincere incredibilmente Copa Libertadores e coppa Intercontinentale.

Poi il fugace ritorno in Italia, al Milan, dove giocherà pochissime gare, segnando appena un gol.

Sarà l’ultimo sussulto della sua altalenante carriera. Un susseguirsi di alti e bassi per Marcio Amoroso: forse troppo fragile per poter esprimere a pieno le proprie potenzialità, che a tratti sembravano devastanti.

 

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Gigi Potacqui
Founder di Romanzo Calcistico. Appassionato di calcio, scrittura, film e carbonara. Il calcio è molto di più...
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