Il ‘mago di Gand’: storia di Kevin De Bruyne, leader silenzioso

Nasce a Drongen, sobborgo di Gand, capoluogo delle Fiandre orientali, e cresce nella squadra più famosa della città, il Gent, dove si metterà subito in luce, attirando su di sé le attenzioni del più quotato Genk, che a diciassette anni lo fa esordire in prima squadra.

In adolescenza però saranno tutt’altro che rose e fiori. Kevin non era un ragazzino loquace, anzi.

“Quando avevo 14 anni presi la decisione che cambiò la mia vita: decisi di andare alla scuola calcio del Genk. Ero a due ore da casa, feci le valigie e partii da una parte all’altra del Belgio. Ai tempi ero timido anche dove sono nato, figuriamoci lì. Ricordo che il primo anno l’ho passato in un piccolo albergo. Poi l’anno dopo sono stato con una famiglia affidataria, di quelle che il club paga per accogliere giovani giocatori. La scuola andava bene, il calcio andava bene, nessuna grana e nessun problema. Alla fine dell’anno feci le valigie, li salutai e loro mi dissero: ‘Ci vediamo dopo l’estate’; ma fu quando tornai a casa che mia mamma pronunciò davanti a me le parole che avrebbero per sempre cambiato il corso della mia vita. Lei stava piangendo, subito ho pensato fosse morto qualcuno. Le chiesi quale fosse il problema. ‘Non vogliono che torni – mi disse – la famiglia adottiva non ti vuole più’. ‘Perché?’ chiesi io. ‘Per quello che sei. Non riescono ad interagire con te. Hanno detto che sei un ragazzo difficile’.

Dirà in una lunga intervista a ‘The Players tribune’Un colpo al cuore per l’introverso Kevin. Furono mesi di riflessione, momenti di confusione.

“Pensai ore e ore a quella frase – continua KVB – calciando il pallone contro un muretto. ‘Per quello che sei’… ‘Per quello che sei’… Dopo l’estate, tornai al Genk e fui promosso in seconda squadra. A quel punto ricordo l’esatto momento in cui tutto è cambiato per sempre. Giocavamo un venerdì sera, il primo tempo lo passai in panchina, poi entrai nel secondo: fui come impazzito. Primo gol: ‘non ti vogliono più’. Secondo gol: ‘sei troppo timido’. Terzo gol: ‘sei un ragazzo difficile’. Quarto gol: ‘non ti vogliono più’. Quinto gol: ‘per quello che sei’… Cinque reti, in un tempo! Dopo quel giorno tutti cambiarono idea su di me…”.

Da quel giorno inizia la scalata al grande calcio del ‘mago di Gand’, di un leader silenzioso, di uno dei centrocampisti più forti e completi del mondo: Kevin De Bruyne.

 

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Gigi Potacqui
Founder di Romanzo Calcistico. Appassionato di calcio, scrittura, film e carbonara. Il calcio è molto di più...
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